Abbazia di Santo Spirito Villa Giannone | Abbazia di Santo Spirito, una Storia iniziata tanti secoli fa’…
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una Storia iniziata tanti secoli fa’

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La maggior parte delle fertili terre di Comignago apparteneva, nel Medioevo, all’Abbazia di Santo Spirito. Secondo quanto contenuto nei manoscritti dell’epoca, l’Abbazia era abitata dai frati dell’Ordine degli Umiliati, cui si deve la costruzione, risalente al 1282, della massiccia torre del complesso, che fungeva da campanile per l’annessa cappella e si pretende che, in tempi remoti, sia stata utilizzata anche come carcere.

 

Nel corso del XIV secolo l’Ordine degli Umiliati, grazie allo sviluppo di nuove tecniche per la lavorazione della lana e ad una progredita organizzazione commerciale, divenne una vera e propria potenza finanziaria.
E’ di quest’epoca la costruzione del cosidetto Castello di Comignago, che domina il parco dell’Abbazia a settentrione. Le Prevosture degli Umiliati, un tempo luoghi di preghiera e di lavoro, si trasformarono in corti fastose, con servi e cavalli, mute di cani per la caccia e uomini d’arme.

 

Quando San Carlo Borromeo decise di porre fine a questo stato di cose attuando una sostanziale riforma dell’Ordine, il malcontento che si era diffuso tra i frati, ormai abituati a vivere nel lusso, spinse un membro dell’Ordine la sera del 26 Ottobre 1569, a sparare all’Arcivescovo mentre era raccolto in preghiera nella cappella del Palazzo Arcivescovile di Milano.
L’attentato non ebbe sucesso, ma questo episodio fu la causa della fine degli Umiliati, il cui Ordine fu soppresso nel 1571 da Papa Pio V.

 

Dalla fine del 1500 alla fine del 1700 l’Abbazia appartenne, fra l’altro, al Cardinale Scipione Borghese, nipote di Pio V; ad Agostino Cusani e Carlo Francesco Durini (entrambi Nunzi Apostolici in Francia), ad Aloisio Omodei e a Lorenzo Raggi.

 

Nel 1797 l’Abbazia di Santo Spirito fu secolarizzata dai Re del Piemonte e nel 1798 i beni e il complesso monasteriale furono venduti a privati. Risale a quell’epoca il primo acquisto dell’Abbazia da parte della famiglia degli attuali proprietari.